Vita dura per i giornalisti democratici

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Era dal 1995 (cioè da quando è nato) che il rapporto sulla libertà di stampa stilato da Reporters Sans Frontières non segnalava un numero di giornalisti in prigione così alto: ben 488, di cui 60 donne (1/3 in più rispetto al 2020).

Ciò è dovuto principalmente a tre regimi dittatoriali che hanno portato avanti campagne intimidatorie e repressive nei confronti della stampa: la Bielorussia (32), dopo la contestata rielezione del presidente Lukashenko nel 2020; la Cina (127), soprattutto dopo la repressione del movimento di contestazione di Hong Kong; e la Birmania o Myanmar (53), dopo il colpo di stato del 1 febbraio scorso. Ma ci sono anche il Vietnam (43) e l’Arabia Saudita (31).

Unico dato positivo (si fa per dire) è che quest’anno i giornalisti ammazzati sono stati per la prima volta (dal 2003) meno di 50. Tuttavia il covid-19 ha limitato molto i loro spostamenti.

Fonte: micromega.net

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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