La faziosa laicità francese

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La Francia non ha visto di buon occhio l’incontro tra la commissaria europea per l’Uguaglianza, quell’Helena Dalli divenuta famosa per il suo documento sul linguaggio politicamente corretto, e la FEMYSO, una rete di 33 organizzazioni giovanili e studentesche musulmane in 20 Paesi europei, creata nel 1996, che si lamenta delle discriminazioni patite nella UE. Il suo sito è femyso.org

Il governo francese non sopporta assolutamente d’essere criticato di non rispettare la democrazia e i diritti umani, meno che mai quando c’è di mezzo l’hijab, che considera un simbolo religioso da non esibirsi pubblicamente. Chissà cosa direbbe al vedere Salvini fare le sue campagne elettorali col rosario in mano o una speaker del Tg2 portare una collana con appesa la croce…

In particolare il governo teme che le associazioni islamiste s’infiltrino nelle istituzioni statali. Ancora Macron non ha capito che per dimostrare che la laicità è superiore alla religione, deve farlo sul piano etico, senza far leva sugli strumenti del potere politico, che inevitabilmente vengono percepiti dalle minoranze come autoritari. In Italia ci sono milioni di persone che considerano autoritario il governo persino anche quando chiede di vaccinarsi per scongiurare il diffondersi della pandemia da covid.

La FEMYSO non è un “fantoccio dei Fratelli Musulmani”. Queste etichette ideologiche con cui si evita di entrare nel merito dei problemi sono una costante dei francesi quando fanno politica. Come possono pensare che la Commissione Europea avrebbe accettato di finanziarla se avesse sospettato un legame strumentale del genere?

Insomma l’Europa può di nuovo rischiare di diventare razzista semplicemente sostituendo, come bersaglio da colpire, gli ebrei coi musulmani?

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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