Che cos’è il femminicidio?

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Quando si parla di femminicidio s’intende ovviamente un omicidio di genere. Fu la criminologa ed esponente del femminismo mondiale, Diana EH Russell (1938-2020), che lottò per l’istituzione a Bruxelles di un Tribunale internazionale sui Crimini contro le Donne. Cosa che si fece nel 1976.

Non erano delegate di partiti, governi, gruppi politici o economici. Simone de Beauvoir diceva infatti che l’oppressione subita dalle donne è trasversale a qualunque regime, legge, codice morale, ordinamento sociale, ecc.

La loro lotta non doveva essere condotta esclusivamente nell’ambito della nazione, perché – come affermavano – le nazioni sono state create dagli uomini, mentre le donne appartengono alla “terra di nessuno”.

Nel Tribunale non esisteva una commissione specifica di giudici e si considerava “criminale” qualunque forma di oppressione esercitata dagli uomini sulle donne, incluse le leggi patriarcali, proprio perché il femminicidio non è che la conseguenza di comportamenti sociali misogini.

L’antropologa e politica messicana Marcela Lagarde disse infatti che nelle società appare naturale che ci sia violenza sulle donne. Le stesse donne tendono a minimizzarla, proprio perché la violenza è diventata parte delle relazioni parentali e sociali, di lavoro, educative… Siamo di fronte al paradosso di una violenza illegale ma legittimata.

Ecco, contro la violenza che si esercita conto le donne afghane ci vorrebbe un tribunale internazionale gestito dalle donne, visto che gli uomini, a qualunque Stato appartengano, non sono assolutamente in grado di fare nulla.

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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