Governo belga abbastanza ridicolo sul nucleare

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Ieri è stata data una notizia che dovrebbe rallegrarci, invece deve farci riflettere.

Il governo del Belgio ha deciso che i sette reattori nucleari che si trovano nelle due centrali nucleari attive nel Paese, quelle di Doel e Tihange, saranno spenti entro il 2025.

Tuttavia lo smantellamento dei reattori comincerà nel 2022 e dovrebbe concludersi entro il 2045. Cioè ci metteranno oltre 20 anni! Alcuni dei reattori sono attivi dagli anni ’70 ed erano già stati chiusi in diverse occasioni per problemi di sicurezza, facendo preoccupare anche i Paesi confinanti, soprattutto la Germania, dove ad Aquisgrana l’anno scorso hanno iniziato a distribuire gratuitamente compresse di iodio (la Germania entro il 2022 non avrà più attivo nessun sito nucleare, anche se dovrà produrre più energia dal carbone e acquistare dalla Russia più gas, in attesa di avere quella rinnovabile al 100%).

Inoltre la suddetta decisione governativa non significa affatto che il Belgio rinuncerà del tutto all’energia nucleare: il governo ha infatti annunciato che è previsto un investimento di 100 milioni di euro per finanziare la ricerca su centrali nucleari più piccole. Infatti il Paese dipende per il 40% dall’energia nucleare.

Allora ditelo: siamo costretti a chiudere i reattori non per scelta, ma perché le pressioni esterne a favore dell’ambientalismo stanno diventando insostenibili.

Sono stati i Verdi a insistere per rispettare una legge del 2003 che indicava il 2025 come limite massimo per l’uso delle centrali. I liberali invece erano favorevoli a tenere accesi più a lungo i due reattori più recenti. Perché si definiscono “liberali” quando in realtà vogliono la dipendenza e l’insicurezza?

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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