La Svizzera non vuol sentir parlare di “ius soli”

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Il Consiglio degli Stati in Svizzera ha bocciato una mozione del socialista Paul Rechsteiner che chiedeva la naturalizzazione automatica per gli stranieri nati in quel Paese. Quindi niente ius soli.

Una decisione assurda, dettata dalla solita paura che hanno gli svizzeri di perdere i loro privilegi. Infatti oltre 1/4 della popolazione non dispone dei diritti politici, benché sia nata qui, abbia frequentato le scuole svizzere e qui lavori, insomma sia integrata in tutto e per tutto nel tessuto sociale ed economico del Paese. Le manca solo il riconoscimento formale della cittadinanza.

Non è che gli stranieri nati e cresciuti in Svizzera non abbiano agevolazioni per ottenere la nazionalità; è che non la si vuol concedere troppo facilmente. Devono essere Cantoni e Comuni a decidere caso per caso e uno straniero se la deve meritare.

Quando erano gli svizzeri a emigrare, si preferiva non toglierla neppure ai figli degli emigranti che nascevano all’estero, nella speranza che un giorno tornassero in patria. Oggi invece che il Paese è diventato di immigrazione, si vuol difendere una sorta di “patriottismo etnico”, che in un mondo globalizzato come il nostro non ha alcuna ragione d’esistere. Peraltro la Svizzera non è unita né per lingua né per cultura. Ciò che davvero unisce la popolazione è l’idea di Stato confederale e di democrazia cantonale e comunale.

È che la storia non insegna mai niente a nessuno. Già nel lontano 212 d.C. i Romani, con l’editto di Caracalla, si erano resi conto che non aveva alcun senso, nell’ambito di un impero, considerare la cittadinanza un privilegio per pochi.

Oggi ancora non si riesce a capire che il riconoscimento della cittadinanza non va visto come conseguenza dell’integrazione sociale, ma come stimolo a favorire quest’ultima. D’altra parte in nessuno Stato europeo esiste uno ius soli “puro” come quello degli Stati Uniti o del Canada, dove la cittadinanza è concessa a tutti i bambini nati nella nazione, indipendentemente dalla provenienza dei genitori.

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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