Solo gli americani possono dare la patente di democrazia

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Noi occidentali sappiamo bene che i princìpi teorici sono tutta un’altra cosa rispetto all’attività pratica, soprattutto in politica. Però chissà perché preferiamo credere che questa consapevolezza debba stigmatizzare molto di più il comportamento dei Paesi non occidentali, come p.es. Russia e Cina. Ci piace credere che valga di meno per i nostri governi democratici. Forse perché siamo convinti che l’idea di democrazia sia anzitutto una nostra prerogativa, e che se gli altri Stati la rivendicano, è perché in fondo vogliono essere come noi.

Ma se gli altri Stati ci tengono ad avere il nostro senso della democrazia, perché non invitarli al summit voluto da Biden? Anche se ci appaiono più incoerenti di noi, come si può pensare che possano migliorare considerandoli come soggetti eticamente inferiori, politicamente inaffidabili e militarmente pericolosi? Alla fine sembra che questi convegni vengano fatti proprio per far capire chi deve avere nel mondo l’interpretazione corretta della parola “democrazia”. Sembra che ci si voglia coalizzare contro chi non rispetta adeguatamente i termini della questione.

Eppure nell’incontro separato tra Putin e Xi si sono affermati dei princìpi politici che avrebbero potuto tranquillamente essere accettati nel summit voluto dagli USA.

Ha detto Putin: “Si è formato un nuovo modello di cooperazione multilaterale tra i nostri Paesi (Russia e Cina), basato tra l’altro su princìpi quali la non interferenza negli affari interni (l’uno dell’altro), il rispetto degli interessi reciproci, la determinazione a trasformare il confine condiviso in una cintura di buon vicinato”.

Di qui la decisione di non boicottare le Olimpiadi invernali di Pechino 2022, come invece faranno Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Canada.

Di qui la volontà di sviluppare una stazione lunare insieme, ma anche la promessa di interoperabilità tra i rispettivi sistemi satellitari (Beidou e Glonass) e la firma di un accordo per un centro dati congiunto per lo studio dello spazio.

Di qui l’aumento degli scambi economici, che han superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari nei primi tre trimestri del 2021.

Di qui la produzione dei vaccini Sputnik in Cina, per un totale di circa 150 milioni di dosi all’anno.

Russia e Cina si sono anche impegnate a contrastare l’ampliamento della NATO nei Paesi limitrofi alla Russia e le nuove alleanze (egemonizzate dagli USA) nella regione dell’Asia-Pacifico create apposta contro la Cina (vedi il Quad, tra Stati Uniti, Giappone, Australia e India, e l’Aukus, tra Stati Uniti, Regno Unito e Australia).

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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