Radio Maria sembra una multinazionale di Dio

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Ho guardato per caso una puntata del canale Geopop su YouTube dedicata a Radio Maria e sono rimasto abbastanza sorpreso, ma per colpa della mia ignoranza.

Da tempo tutti sanno (ne parlò anche Striscia la notizia) che le sue antenne sono responsabili di un certo inquinamento elettromagnetico (che può procurare anche tumori) e di non poche interferenze negli apparecchi acustici. Persino la NASA si era lamentata.

Ed è altresì noto che sul piano dei contenuti trasmessi è particolarmente reazionaria e clericale. Ricordiamo tutti le assurde affermazioni di padre Giovanni Cavalcoli, secondo cui il terremoto avvenuto in Centro Italia nel 2016 sarebbe stato un “castigo divino” per le unioni civili da poco regolamentate in Italia. Era stato criticato da mons. Angelo Becciu, che poi si rivelerà sul piano finanziario un disastro assoluto per il Vaticano. O quando nel 2020 padre Livio Fanzaga disse che la pandemia del Covid-19 era il risultato di un complotto attuato da menti criminali sotto l’impulso di Satana.

Ma è la questione tecnica che non sapevo. Di fatto Radio Maria è la radio privata italiana col maggior numero di ripetitori (oltre 850), superiori a quelli della RAI, in grado di raggiungere l’intero territorio nazionale, anche le zone più sperdute, non coperte da altri segnali radiofonici.

Come mai? Le motivazioni sono due:

– trasmette solo in monofonia (non in stereo), essendo stata concepita come “radio parlata”, per cui fa sentire chiaramente le trasmissioni anche con una ricezione non ottimale, con minori interferenze;

– essendosi sviluppata in Italia durante gli anni ’80 e ’90, prima della legge Mammì che regolamentava le frequenze, ha acquisito impianti strategici che garantiscono una perfetta copertura del segnale (soprattutto nelle grandi città).

Fondata nel 1987, era già in grado tre anni dopo di arrivare fino al Canton Ticino. Incredibilmente con la Famiglia Mondiale di Radio Maria, nata nel 1998, oggi trasmette anche in tutta Europa sul digitale terrestre e in tutto il mondo via Internet, con app ad hoc per tutti i sistemi operativi, canali YouTube e profili Facebook (qui è addirittura la radio più seguita).

Ancora più paradossale è il fatto che le redazioni siano solo tre, ad Arcellasco d’Erba, a Roma e a Torino, con una decina le persone che lavorano a tempo pieno come dipendenti, mentre tutti gli altri sono volontari (20.000) e tutti cattolici praticanti, al servizio di circa 40 milioni di ascoltatori nel mondo in 50 lingue.

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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