Musica laica vietata in Afghanistan

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Tre miliziani talebani hanno ucciso due giovani e feriti altri dieci perché ascoltavano della musica a una festa di nozze. È accaduto a Surkh Rod, nella provincia di Nangarhar. Siccome l’esecutivo si oppone a tali atti di violenza arbitrari, due degli uomini che hanno sparato sono stati arrestati; il terzo sarebbe ricercato.

Perché l’han fatto? Perché durante il primo regime dei talebani, tra il 1996 e il 2001, le autorità di Kabul avevano messo al bando tutta la musica non religiosa. E da quando han ripreso il potere, non hanno ancora legiferato in merito. Tant’è che molti cantanti e musicisti sono fuggiti dall’Afghanistan: un cantante folk è già stato ucciso.

A tutt’oggi il comportamento ufficiale da tenere è quello non di vietare l’ascolto della musica non religiosa, ma soltanto di persuadere a non farlo. Una preoccupazione pedagogica ridicola, in netto contrasto col fatto che i miliziani girano per le strade o entrano nelle case con un mitra in mano.

Questo governo di criminali non si rende conto che quando, anche solo per una volta, ti comporti nella maniera più assurda possibile, o pretendi per legge delle cose insensate, le conseguenze possono essere imprevedibili e avere strascichi che durano per molto tempo, soprattutto da parte di chi prende tutto alla lettera e non è abituato a ragionare con la propria testa.

Ufficialmente infatti sono stati arrestati solo perché hanno ucciso di propria iniziativa, senza ricevere un mandato dall’alto.

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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