L’eutanasia sul piano giuridico

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Il referendum sull’eutanasia legale vuole parzialmente abrogare l’art. 579 del Codice penale, introducendo l’eutanasia attiva. Quest’ultima sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”. Rimarrà invece punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni.

Ma cosa dice la suddetta sentenza? La Corte Costituzionale è intervenuta dopo che Marco Cappato, una volta accompagnato Fabiano Antoniani (detto DJ Fabo) in Svizzera, dove si era sottoposto alla procedura del suicidio assistito, si era autodenunciato dando inizio al processo nei suoi confronti per il reato di aiuto al suicidio.

L’Antoniani, a seguito di un grave incidente stradale, avvenuto nel 2014, era rimasto cieco e tetraplegico; non era più autonomo nella respirazione, nell’alimentazione, nell’evacuazione; e continuava a soffrire di contrazioni violente e spasmi che nessun farmaco riusciva a lenire. Si era così rivolto all’associazione Dignitas in Svizzera e all’associazione Luca Coscioni in Italia, conoscendo Marco Cappato. Preso atto della irrevocabilità della decisione di Fabo, Cappato lo accompagnò in Svizzera, dove morì nel 2018.

La Corte stabilì che, una volta appurata, dopo innumerevoli terapie, l’irreversibilità di una situazione sanitaria sofferente, non è perseguibile penalmente l’irrevocabile decisione di porre termine alla propria vita. Sicché anche la richiesta d’essere aiutato in tale decisione è legittima. Cioè in pratica l’accanimento terapeutico (p.es. idratazione e alimentazione artificiale) non può violare la libertà di coscienza o un’autonoma decisione (sulla base del principio dell’habeas corpus) solo perché è in gioco il diritto alla vita che la medicina deve sempre tutelare. Il che ovviamente non vuol dire che il medico non possa esercitare l’obiezione di coscienza, nel senso che resta libero di scegliere se esaudire o meno la richiesta del malato.

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Di Mikos Tarsis

webmaster dei siti www.homolaicus.com e www.quartaricerca.it

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